Pesticidi: supereroi con una brutta reputazione - BDF Srl
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Pesticidi: supereroi con una brutta reputazione

Immaginiamo di stilare una lista delle parole che senza motivo godono di una pessima reputazione: ‘pesticidi’ sarebbe sicuramente nella top ten.

Se il crescente interesse della popolazione per tematiche come quella ambientale e dell’alimentazione ha acceso i riflettori sul mondo dell’agricoltura, bisogna anche dire che molto spesso parlarne non coincide con parlarne bene.

Sarà forse colpa dell’origine del termine, e il poco promettente suffisso –cida (in grado di uccidere), o forse colpa della disinformazione; ma fatto sta che se chiedessimo di associare alla parola pesticida un aggettivo a caso, probabilmente la risposta sarebbe: tossico.

I pesticidi sono tossici? Per chi? Come? Chi lo dice? E se smettessimo di usarli?

Per rispondere a queste domande facciamo un passo indietro.

I pesticidi, o più propriamente farmaci fitosanitari, iniziano ad essere prodotti a metà del ventesimo secolo.

Grazie ai progressi della chimica, infatti, è possibile per la prima volta produrre in laboratorio sostanze in grado di proteggere le piante da infestanti di origine animale o vegetale.

Una vera e propria rivoluzione, tanto che segna la nascita dell’agricoltura industriale.

Grazie ai pesticidi infatti è possibile controllare la produzione delle colture, proprio come in una fabbrica, e intervenire attivamente sul comportamento della natura.

È proprio grazie a questi ultimi che sono state sconfitte malattie come la malaria e la febbre gialla, entrambe causate da ortaggi infestati che arrivavano nelle case di miliardi di persone, procurando intossicazioni e l’insorgere delle patologie.

Sempre grazie ai pesticidi è stato possibile rispondere all’aumento demografico dell’ultimo secolo e avere prodotti maggiormente controllati.

Superfluo dire che se dall’oggi al domani smettessimo di usarli si tratterebbe di un enorme passo indietro rispetto alla modernità.

Non si può negare, però, che l’utilizzo dei prodotti fitosanitari può diventare dannoso se applicato senza criterio e in quantità spropositate.

Da allora, infatti, la scienza non si è mai fermata, arrivando a formulare pesticidi selettivi (tossici solo per l’organismo bersaglio e non per ciò che lo circonda),  e anche la regolamentazione in materia ha fatto passi da gigante.

Ad oggi, infatti, l’uso di agrofarmaci è severamente regolamentato dall’Unione Europea attraverso l’ EFSA (European Food Safety Autority) che nel caso dell’Italia vede come organo di competenza il Ministero della salute.

Non solo viene regolamentata la vendita e l’applicazione, tramite l’inserimento di un patentino apposito per gli operatori, ma esiste anche un iter di valutazione per le nuove sostanze immesse nel mercato.

Per ogni pesticida viene valutata la dannosità su uomo e ambiente, e qualora risulti idoneo, l’autorizzazione è limitata nel tempo.

Anche l’informatica ha dato il suo contributo: oggi sono disponibili molte banche dati per orientarsi nel modo dei pesticidi, contattaci per maggiori informazioni.

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