Un disciplinare dalle radici profonde
Angri (SA), 29 aprile 2025 — Si è tenuto presso la sede di Con.Co.O.SA, il convegno “Un disciplinare dalle radici profonde”, presentazione della XXV revisione del disciplinare tecnico di produzione del pomodoro da industria. Un appuntamento significativo per il comparto, che ha visto la partecipazione di esperti, tecnici, istituzioni regionali e rappresentanti delle OP e delle industrie.
Dopo i saluti iniziali di Giovanni Di Palma, Presidente di Con.Co.O.SA, il moderatore Mario Cardone ha invitato per un breve saluto i presidenti delle OP presenti, tra cui Luciano Simonetti, presidente APOPA, il direttore ANICAV Giovanni De Angelis e il funzionario della Regione Campania Salvatore Cuoci.
Diversi sono gli aneddoti raccontati, che risalgono alla fine degli anni Novanta, quando i produttori dovevano soddisfare disciplinari differenti per ogni industria, difficoltà alla quale si aggiungeva il problema di non sapere in anticipo a chi sarebbe stata conferita la materia prima. Proprio questa situazione difficile ha portato il primo nucleo di OP costitutive a instaurare un dialogo con Anicav, le industrie e i servizi fitosanitari delle Regioni. Da questa collaborazione è nato quello che oggi è il disciplinare tecnico di produzione del bacino centro sud del pomodoro da industria, uno strumento operativo con l’importante funzione di dare un’identità forte al prodotto coltivato.
Il valore storico e scientifico della filiera
Un momento particolarmente apprezzato è stato l’intervento del Prof. Salvatore Germinara, docente di entomologia dell’Università di Foggia, che ha offerto una breve ma efficace excursus sul rapporto tra insetti, ambiente e coltivazione del pomodoro. Il suo racconto ha ripercorso le diverse fasi storiche della protezione delle piante, dalla lotta chimica indiscriminata a quella guidata, fino al controllo integrato in vigore oggi. L’intervento ha poi sottolineato l’importanza del monitoraggio degli insetti patogeni, in un momento come questo nel quale le sostanze attive rimaste a difesa del pomodoro sono principalmente ovicidi e larvicidi. Interessanti anche i risultati presentati degli studi condotti negli anni sull’impiego dei feromoni nell’areale, in particolare contro Helicoverpa armigera e Tuta absoluta.
Un documento vivo, specchio di un settore in evoluzione
Si è aperto poi un ricco tavolo tecnico con interventi di spessore. Tra i punti più rilevanti, la centralità del disciplinare come strumento di miglioramento e di comunicazione: non solo documento tecnico, ma anche patto condiviso di qualità e sostenibilità.
Giorgio Iorio ha ripercorso le differenze tra la prima e la venticinquesima revisione del disciplinare.
Le OP sono cresciute da 10 a 25, con l’ingresso di Basilicata e Lazio che si sono aggiunte alle regioni iniziali Campania, Puglia e Molise. In parallelo anche il Comitato tecnico, composto inizialmente da 4 componenti della parte agricola, si è ampliato arrivando a 10 componenti, più altri 10 referenti per la parte industriale.
Con una superficie coinvolta che oggi copre tra i 28.000 e i 30.000 ettari, il gruppo si impegna a compiere analisi multiresiduali ogni 1000 tonnellate di prodotto. Questo assicura una analisi ogni 12 ettari circa, con 2500 analisi sulla materia prima ogni anno. Il gruppo si impegna inoltre a rispettare valori di residui anche più bassi rispetto agli LMR europei, in linea con alcune richieste di paesi extra UE, come USA e Giappone.
Nel tempo, seguire il disciplinare ha portato a mettere in atto una sostenibilità “inconsapevole”, grazie alle numerose pratiche agronomiche previste. Per citarne alcune:
- I sovesci e pacciamatura biodegradabile per la riduzione della CO2
- Le irrigazioni a goccia per la riduzione dei consumi idrici, applicata dal 98% delle aziende
- I monitoraggi continui degli insetti dannosi
La parola ai protagonisti del tavolo tecnico
Interessante il contributo di Giuseppina Bergamasco, Responsabile assicurazione qualità presso l’Az. conserviera SICA s.r.l. che precisa che il disciplinare accompagna ormai il patto di approvvigionamento tra industria e produttori ed è uno strumento sia operativo che di marketing verso il mercato. La responsabile auspica poi che la ricerca delle ditte sementiere possa migliorare le resistenze dei nuovi materiali mantenendo invariate le qualità organolettiche del prodotto, fattore fondamentale per mantenere la sua riconoscibilità sul mercato.
Rosa Cinzia Borrelli, Direttore di Mangia Inc., azienda presente in California, è intervenuta portando la sua esperienza e spiegando come il disciplinare di produzione permetta anche ai commerciali di raccontare la storia del pomodoro da industria. Sarebbe ancora meglio ufficializzarne una versione inglese e perché no, pensare di andare oltre e trasformare il disciplinare cartaceo in una versione digitale, smart, consultabile magari attraverso un QR Code in etichetta.
Tornando ai relatori, Francesco Scirpoli (Regione Puglia) ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio puntuale e della sinergia tra ricerca, campo e istituzioni. Tarquinio Malgieri ha portato la voce dell’imprenditoria agricola, esprimendo fiducia nei sistemi di agricoltura di precisione e strumenti DSS e facendo notare che tanti sono gli agricoltori aperti al cambiamento, anche in età matura, non solo i giovani.
Conclusioni e nuove prospettive
A chiusura dell’evento l’auspicio è stato quello di poter accrescere le funzioni del Comitato tecnico, prevedendo una replica nel tempo di questo momento di incontro, confronto e crescita condivisa. È indispensabile infatti puntare sulle competenze, la collaborazione e la qualità per affrontare uniti le sfide del mercato nazionale e internazionale e continuare a promuovere un prodotto come il pomodoro da industria italiano, oggi leader sul mercato mondiale.

